Milano, 30 novembre 2023 – Più risorse per la salute mentale e la garanzia di interventi strutturali da dedicare a progetti sociosanitari rivolti ai cittadini e alle cittadine, valorizzando le competenze e i ruoli dei Comuni e degli enti del Terzo settore. Con questo obiettivo la Senatrice Beatrice Lorenzin ha tradotto e depositato in emendamenti della legge di Bilancio 2024 le priorità emerse durante la seconda edizione di Milano4MentalHealth dello scorso ottobre. L’auspicio è trovare una condivisione trasversale su questo importante tema per passare dalle buone intenzioni ai fatti.

Oggi è fondamentale promuovere l’urban health – afferma la senatrice Beatrice Lorenzin, ex ministro della Salute attualmente in Commissione Bilancio – Le persone trascorrono gran parte del loro tempo in città, ed è qui che è necessario costruire le infrastrutture e le reti per la salute mentale e il benessere psicologico”.

Le grandi città – spiega l’assessore al Welfare e Salute di Milano Lamberto Bertolésono da sempre il luogo dove si manifestano maggiormente problemi e difficoltà. Sono, però, anche spesso il laboratorio dove si costruiscono le soluzioni. Per questo è fondamentale che i comuni, in quanto livelli di governo più vicini ai cittadini, siano ascoltati e messi in condizioni di costruire azioni e progetti che impatteranno poi sulla vita dei loro residenti. L’aggravarsi del malessere psicologico e del disagio mentale è un fenomeno a cui i grandi centri urbani assistono ormai da anni, senza avere le risorse adeguate per intervenire negli ambiti di supporto complementari al sistema sanitario nazionale: sostegno all’abitare e al lavoro, lotta allo stigma, grave marginalità. Milano ha fatto la scelta coraggiosa di investire oltre 4 milioni di euro del suo bilancio su questo tema per il prossimo triennio a favore del Terzo settore, ma non basta. Per questo, voglio ringraziare la senatrice Lorenzin per essersi fatta portavoce e interprete di queste istanze in Parlamento, con la speranza che il Governo non sia sordo di fronte al grido d’allarme che le città lanciano ormai da tempo”.

Tre gli emendamenti presentati dalla senatrice PD. Il primo, modificando l’articolo 41, chiede di allocare almeno il 10% dell’incremento di risorse (pari a 3 miliardi per il 2023, 4 miliardi per il 2025 e 4,2 miliardi per il 2026) previsto per il rifinanziamento del servizio sanitario nazionale a interventi afferenti la salute mentale, anche nella sua dimensione sociosanitaria, con l’obiettivo di garantire risorse specifiche dedicate a un tema tradizionalmente considerato di serie B.

Secondo i dati Ocse, attualmente, in Italia, la spesa per la salute mentale è pari a circa 60 euro all’anno per cittadino, per un totale di circa il 3,4% del fondo sanitario nazionale. Un dato che sale al 14,5% nel caso della Francia e all’11,3% nel caso della Germania.

Il secondo emendamento, intervenendo sull’articolo 39, propone di incrementare di 10 milioni (passando da 5 a 15) il fondo nazionale destinato al contrasto alle tossicodipendenze per il triennio 2024-26 e di dedicare il 50% delle risorse per finanziare progetti proposti dai comuni con una popolazione superiore al milione di abitanti – maggiormente interessati all’espansione del fenomeno – per la tutela della salute mentale delle persone con problemi di tossicodipendenza. Il restante 50% sarà invece dedicato ai centri urbani con più di 100mila residenti.

Infine, intervenendo sull’articolo 41, un emendamento chiede di inserire tra i progetti finanziabili attraverso il fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità anche iniziative che riguardano la salute mentale e che si realizzano con la metodologia del budget di salute nei comuni con più di un milione di abitanti.

Condividi questo articolo

Potrebbe interessarti: