L’impegno del
comune di Milano

L’impegno del
comune di Milano

La salute mentale rappresenta una delle principali sfide sanitarie e sociali per le città europee, con un impatto trasversale sul benessere individuale, la coesione comunitaria e lo sviluppo sostenibile (World Health Organization, 2022). In Italia, la componente sanitaria è di competenza regionale, mentre la dimensione sociale – cruciale nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi mentali – è affidata in larga parte ai Comuni. Il Comune di Milano, su impulso dell’Assessorato e dell’Assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé, ha scelto di affrontare questa complessità con un approccio integrato che unisce cultura, prevenzione, prossimità e interventi strutturali. Le politiche municipali si basano su una visione inclusiva, che considera il diritto alla salute mentale parte essenziale della cittadinanza.

Questo report sintetizza le azioni più rilevanti messe in campo, dalla promozione culturale agli strumenti operativi sul territorio, fondandosi su dati ufficiali e fonti scientifiche.

La strategia “Salute Mentale Bene in Comune”

A definire la cornice di riferimento è il documento strategico “Salute Mentale Bene in Comune”, promosso dal Comune di Milano. Si tratta di un testo di indirizzo che sancisce i principi e i valori condivisi per orientare le scelte e le azioni di enti, associazioni, imprese e cittadini sul tema della salute mentale nei prossimi anni.

Il documento è stato elaborato in modo partecipato e condiviso con una rete estesa di soggetti, tra cui:

  • Enti del Terzo Settore attivi in ambito psicosociale e sanitario,
  • il Tavolo tecnico del Ministero della Salute,
  • ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani),
  • l’Ordine nazionale degli Psicologi e diversi ordini professionali del settore sanitario e
    sociosanitario,
  • organizzazioni scientifiche e professionisti con specifiche competenze.

Il documento è stato adottato da numerosi Comuni italiani e sottoscritto da migliaia di cittadini e associazioni. La strategia si basa su un approccio che integra quattro macroaree prioritarie di intervento:

  • Abitare: garantire contesti di vita dignitosi e relazioni di prossimità.
  • Lavoro: creare percorsi di inclusione e valorizzazione delle competenze.
  • Prevenzione, promozione culturale e lotta allo stigma: agire sulla cultura collettiva e sulla
    consapevolezza.
  • Carcere, nuove fragilità e nuove emergenze: riconoscere e affrontare le condizioni di
    maggiore vulnerabilità.

Questa visione considera la salute mentale come un diritto fondamentale e un bene comune, valorizzando l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, il protagonismo delle persone e la responsabilità condivisa delle istituzioni e della cittadinanza.

Promuovere una cultura della salute mentale

Per promuovere una riorganizzazione e un potenziamento dei servizi dedicati alla salute mentale, è necessario favorire la diffusione di una cultura condivisa che coinvolga tutti i cittadini. La conoscenza, l’informazione e la formazione contribuiscono a ridurre lo stigma, ad accrescere la capacità di riconoscere precocemente i segnali di sofferenza e a pretendere risposte adeguate dalle istituzioni.

Dal 2022 il Comune di Milano promuove Milano4MentalHealth, un programma di iniziative culturali e scientifiche che si svolgono ogni anno, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Salute Mentale e per tutto il mese di ottobre, con i seguenti obiettivi:

  • Combattere lo stigma, aumentando la consapevolezza pubblica sui disturbi mentali e i percorsi di cura;
  • Promuovere reti di collaborazione tra istituzioni, terzo settore, operatori sanitari, mondo educativo e imprese;
  • Costruire un linguaggio comune sul benessere psicologico come diritto fondamentale.

Secondo i dati ufficiali del Comune, l’edizione 2024 ha coinvolto oltre 150 eventi, una rete di più di 200 partner, e una campagna di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza con il claim “Non c’è salute senza salute mentale” (Comune di Milano).

Da questa esperienza milanese è nata Everyone4MentalHealth, la piattaforma editoriale e progettuale nazionale sviluppata attraverso la Rete Città Sane – OMS, di cui Milano detiene la leadership. Gli obiettivi principali sono:

  • Diffondere cultura scientifica e informazione rigorosa;
  • Attivare comunità locali con strumenti di comunicazione e formazione;
  • Sviluppare reti tematiche per l’innovazione sociale;
  • Fare attività di advocacy presso i decisori politici per sensibilizzare sulla centralità di queste
    tematiche.

La dimensione culturale è riconosciuta in letteratura come fattore determinante per ridurre stigma e
barriere all’accesso ai servizi (World Health Organization, World Mental Health Report, 2022).

Le attività e progettualità “hardware”: co-progettazioni e interventi strutturali

Nel biennio 2024–2026, il Comune di Milano, con risorse europee del programma PON METRO PLUS e Città Medie Sud 2021–2027, ha stanziato complessivamente 3.897.801 euro per quattro progetti definiti in co-progettazione con il Terzo Settore, ATS, ASST cittadine e magistratura, con l’obiettivo di integrare servizi sanitari e sociali in una rete multidisciplinare. È sotteso un approccio di case management personalizzato, in linea con paradigmi recovery-oriented e community-based, volto a promuovere l’autonomia e il protagonismo dei beneficiari.

Tra i progetti più rilevanti:

R3 – Insieme per la Recovery

Deriva dal precedente progetto R2 – Recovery in Rete (2021–2023) e promuove percorsi di
inclusione sociale e autonomia per cittadini con disagio psichico, incluse persone in uscita dal carcere.
Aree di intervento e azioni principali:

  • Abitare: migliorare la qualità della vita (previsione 560 utenti)
  • Lavoro: percorsi formativi e personalizzati di inclusione lavorativa (previsione 165 utenti)
  • Carcere: inclusione sociale di persone in uscita dal circuito penale (previsione 100 utenti)
    Finanziamento totale: €1.449.924 (2024–2026) + €724.962 (2027)

L’Arte del Possibile

Iniziativa per l’inclusione lavorativa di persone con disagio psichico e scarse esperienze professionali.
Azioni principali:

  • Percorsi formativi e tirocini
  • Attività di outplacement e monitoraggio
    Previsione utenti: 188 persone
    Finanziamento totale: €150.000 (2024–2026) + €75.000 (2027)

AccogliMI Plus

Progetto dedicato ad adolescenti e giovani dai 14 ai 26 anni, ai loro genitori e figure di riferimento,
finalizzato a favorire l’accesso ai servizi territoriali e promuovere benessere e inclusione.
Finanziamento totale: €705.275 (2024–2026) + €352.637 (2027)
La prima fase del progetto (aprile 2022–agosto 2024) ha raggiunto 1.338 cittadini attraverso 538 richieste e 256 gruppi, con oltre 12.000 contatti.

In itinere – Sconfinati

Progetto per percorsi di vita autonoma e inclusione di persone senza dimora o in marginalità estrema con disagio psichico.
Azioni principali:

  • Supporto psicosociale
  • Accompagnamento all’autonomia
  • Assistenza legale e amministrativa
    Previsione utenti: 80 persone
    Finanziamento totale: €293.334 (2024–2026) + €146.667 (2027)

Altri interventi finanziati con risorse comunali

Oltre ai progetti cofinanziati attraverso il programma PON METRO PLUS, il Comune di Milano attua una pluralità di interventi specifici a favore di cittadini con disagio psichico, finanziati esclusivamente con risorse del Bilancio Comunale.

Secondo i dati aggiornati al 2025, queste misure comprendono:

  • Assistenza domiciliare specialistica, che sostiene la permanenza nel proprio contesto di vita e garantisce un supporto personalizzato. La spesa prevista è di 280.000 euro, con un bacino di 120 beneficiari.
  • Pasti a domicilio a finalità terapeutica, destinati a persone che presentano fragilità psicofisica. La spesa annuale prevista è di 164.250 euro, per 40 beneficiari.
  • Assistenza economica terapeutica, un intervento di contributo economico per sostenere i percorsi di cura e la gestione della vita quotidiana, con una spesa stimata in 250.000 euro, per 230 beneficiari.
  • Il Programma di Domiciliarità Integrata (ex Residenzialità Leggera), risponde al bisogno di completamento di un percorso riabilitativo capace di conservare o valorizzare le spinte evolutive delle persone con disagio psichico. In tal senso, offre l’opportunità di inclusione sociale a persone di età adulta con buona autonomia residua ed a persone giovani con fragilità psicologiche e in grado di svolgere i compiti della vita quotidiana, ma bisognose di recuperare le capacità sociali. Per 550.000 euro.
  • Progetto Senigallia, integrato che coinvolge Comune di Milano Direzione Welfare e Casa, ASST Niguarda e FBF Sacco, di housing e inserimento lavorativo per giovani (18-35 anni) con disagio psichico finalizzato a percorsi di autonomia per 60.000 euro.
  • Ricoveri in strutture ad alta protezione sociale, finalizzati a garantire accoglienza, tutela e stabilizzazione clinica nei casi più gravi, con una spesa annuale di 130.000 euro.

Questi interventi integrano le progettualità più strutturate e rispondono ai bisogni di base, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale, dignità abitativa e contrasto all’isolamento.

L’Assessorato welfare e Salute, inoltre, gestisce il Coordinamento cittadino di Associazioni ed enti che si occupano di Salute Mentale, finalizzato a:

  1. creare uno spazio di discussione e di diffusione di conoscenze tra Enti e Associazioni per promuovere sinergie, integrazione di visioni e scambio di buone pratiche.
  2. implementare azioni di promozione e literacy per il raggiungimento di obiettivi di prevenzione, trattamento e assistenza, anche attraverso eventi organizzati dal Comune di Milano e dai componenti il Coordinamento.

Focus: La prima fase del progetto AccogliMI e il disagio adolescenziale

La prima fase del progetto AccogliMI, realizzata tra aprile 2022 e agosto 2024, ha evidenziato la crescente domanda di supporto psicologico da parte di adolescenti e giovani adulti. In questo periodo sono state:

  • Ricevute 538 richieste di aiuto;
  • Raggiunti 1.338 cittadini, tra ragazzi, genitori e figure educative;
  • Promossi 256 gruppi di incontro e laboratori, con un totale di 12.034 contatti diretti.
Il progetto ha operato su più livelli:

  • Accoglienza telefonica e primo ascolto;
  • Orientamento personalizzato ai servizi territoriali e alle risorse specialistiche;
  • Attività laboratoriali di prevenzione e promozione del benessere mentale;
  • Percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, con il coinvolgimento attivo degli insegnanti e dei
    genitori.

Questi dati (report completo qui) confermano quanto rilevato anche dalla letteratura internazionale: l’adolescenza è un periodo critico per l’insorgenza di problematiche psicologiche. Secondo l’OMS, circa il 50% dei disturbi mentali si manifesta prima dei 14 anni, e fino al 75% entro i 24 anni (WHO, Adolescent mental health, 2021). I principali fattori di rischio includono:

  • Il ritiro scolastico e sociale;
  • Le manifestazioni somatiche del disagio (ad esempio attacchi al corpo e disturbi del
    comportamento alimentare);
  • La fragilità delle reti di supporto informale.

L’esperienza di AccogliMI ha dimostrato che la presenza di spazi accessibili, gratuiti e non stigmatizzanti rappresenta una condizione essenziale per intercettare precocemente il malessere e avviare percorsi di accompagnamento personalizzati.
Il progetto è proseguito nella nuova versione AccogliMI Plus, con l’obiettivo di:

  • Estendere la fascia d’età fino ai 26 anni;
  • Rafforzare i canali di contatto e le attività di sensibilizzazione;
  • Consolidare la collaborazione tra scuole, servizi sanitari e associazioni del territorio;
  • Promuovere la consapevolezza dei ragazzi come parte attiva nella costruzione del proprio
    percorso di benessere.

Prevenzione e socialità: le Case di Quartiere come presidio contro la solitudine

Il Comune di Milano ha investito in modo strutturale nella valorizzazione e nella riorganizzazione di oltre 60 Case di Quartiere, luoghi di prossimità sociale e culturale diffusi in tutta la città. Questi spazi hanno un ruolo centrale nel contrastare la solitudine, che la letteratura scientifica identifica come uno dei fattori di rischio più forti per lo sviluppo di problemi di salute mentale, non solo nel presente, ma anche nel futuro delle nostre comunità (Holt-Lunstad, 2022). Nelle Case di Quartiere si sperimentano ogni giorno attività di socialità, ascolto, incontro tra generazioni e promozione del benessere, che contribuiscono a ridurre l’isolamento e a creare reti di sostegno reciproco.

Le criticità del fronte sanitario

Accanto agli interventi sociali e comunitari, il fronte sanitario della salute mentale in Italia e in Lombardia presenta criticità costanti che limitano la capacità di dare risposte tempestive e adeguate.

  • Carenza di personale: secondo il Ministero della Salute mancano almeno 12.000 operatori nei Dipartimenti di Salute Mentale. Tra il 2022 e il 2023 i servizi hanno perso circa 1.000 operatori, scendendo a un totale di 29.114 addetti, con una riduzione di 185 psichiatri e 145 psicologi rispetto all’anno precedente (Ministero della Salute, Rapporto Salute Mentale 2023; mondosanita.it).
  • Accessi in aumento ai Pronto Soccorso: nel 2023 si sono registrati 573.663 accessi per patologie psichiatriche, pari al 3,1% del totale, segno di un ricorso all’emergenza che spesso supplisce all’assenza di percorsi territoriali integrati (Ministero della Salute, Rapporto Salute Mentale 2023; salutementalesicilia.it).
  • Posti letto insufficienti: i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) dispongono di circa 4.113 posti letto (9,7 ogni 100.000 abitanti), un dato inferiore alle necessità di assistenza continuativa e agli standard di riferimento internazionali (Ministero della Salute, Rapporto Salute Mentale 2022).
  • Spesa sanitaria limitata: la quota destinata alla salute mentale rappresenta solo il 2,8–3,5% del Fondo Sanitario Nazionale, a fronte di una raccomandazione pari almeno al 5% e di un benchmark internazionale attorno al 10% nei Paesi ad alto reddito (OMS; mondosanita.it).
  • Prevenzione e continuità assistenziale carenti: le risorse restano concentrate sulla gestione delle fasi acute, mentre i percorsi precoci, la prevenzione e l’integrazione territoriale risultano ancora frammentati e sottodimensionati, in contrasto con lo spirito della Legge 180/1978 (Legge Basaglia) e del DM 70/2015 (Ministero della Salute).

Queste criticità richiedono un impegno straordinario di potenziamento dei servizi, innovazione organizzativa e investimenti stabili, per garantire il diritto alla salute mentale come parte essenziale della cittadinanza.

L’insieme delle azioni descritte evidenzia come il Comune di Milano abbia scelto di affrontare la salute mentale non come un comparto separato, ma come una responsabilità trasversale, capace di coinvolgere servizi sociali, istituzioni sanitarie, scuole, terzo settore e la comunità cittadina.

Questa strategia si fonda sulla consapevolezza che l’integrazione socio-sanitaria non è un principio astratto, ma una condizione necessaria per garantire percorsi efficaci di prevenzione, presa in carico,
autonomia e inclusione. La capacità di ricomporre e tenere insieme risposte diverse – dall’accoglienza nei momenti di crisi ai progetti di sensibilizzazione culturale, dalle azioni domiciliari ai percorsi di inserimento lavorativo – rappresenta uno degli elementi più qualificanti dell’impegno di Milano.

Accanto alla dimensione operativa, il Comune ha assunto un ruolo di orientamento strategico e di leadership, promuovendo il Manifesto Salute Mentale Bene in Comune come riferimento condiviso e coordinando, attraverso la Rete Città Sane – OMS, una riflessione nazionale sul diritto alla salute mentale come parte essenziale della cittadinanza.

In particolare, il ruolo di Milano come città capofila della Rete Città Sane – OMS ha permesso di rafforzare una leadership nazionale nella promozione della salute mentale come diritto di cittadinanza e di valorizzare l’esperienza dei Comuni come snodo decisivo per costruire politiche pubbliche innovative, capaci di tenere insieme prevenzione, cura, inclusione e sviluppo di comunità.

In un contesto in cui la salute mentale è spesso frammentata in competenze distinte e parziali, questa scelta di visione unitaria e di responsabilità collettiva costituisce un’esperienza di governo locale innovativa. Il percorso avviato a Milano dimostra come i Comuni possano esercitare un ruolo decisivo non solo nell’erogare servizi, ma anche nell’orientare le politiche pubbliche e sostenere una cultura diffusa del benessere mentale come diritto di tutti.