L’impegno del
comune di Milano
comune di Milano
La salute mentale rappresenta una delle principali sfide sanitarie e sociali per le città europee, con un impatto trasversale sul benessere individuale, la coesione comunitaria e lo sviluppo sostenibile (World Health Organization, 2022). In Italia, la componente sanitaria è di competenza regionale, mentre la dimensione sociale – cruciale nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi mentali – è affidata in larga parte ai Comuni. Il Comune di Milano, su impulso dell’Assessorato e dell’Assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé, ha scelto di affrontare questa complessità con un approccio integrato che unisce cultura, prevenzione, prossimità e interventi strutturali. Le politiche municipali si basano su una visione inclusiva, che considera il diritto alla salute mentale parte essenziale della cittadinanza.
Questo report sintetizza le azioni più rilevanti messe in campo, dalla promozione culturale agli strumenti operativi sul territorio, fondandosi su dati ufficiali e fonti scientifiche.
La strategia “Salute Mentale Bene in Comune”
A definire la cornice di riferimento è il documento strategico “Salute Mentale Bene in Comune”, promosso dal Comune di Milano. Si tratta di un testo di indirizzo che sancisce i principi e i valori condivisi per orientare le scelte e le azioni di enti, associazioni, imprese e cittadini sul tema della salute mentale nei prossimi anni.
Promuovere una cultura della salute mentale
Per promuovere una riorganizzazione e un potenziamento dei servizi dedicati alla salute mentale, è necessario favorire la diffusione di una cultura condivisa che coinvolga tutti i cittadini. La conoscenza, l’informazione e la formazione contribuiscono a ridurre lo stigma, ad accrescere la capacità di riconoscere precocemente i segnali di sofferenza e a pretendere risposte adeguate dalle istituzioni.
Le attività e progettualità “hardware”: co-progettazioni e interventi strutturali
Nel biennio 2024–2026, il Comune di Milano, con risorse europee del programma PON METRO PLUS e Città Medie Sud 2021–2027, ha stanziato complessivamente 3.897.801 euro per quattro progetti definiti in co-progettazione con il Terzo Settore, ATS, ASST cittadine e magistratura, con l’obiettivo di integrare servizi sanitari e sociali in una rete multidisciplinare. È sotteso un approccio di case management personalizzato, in linea con paradigmi recovery-oriented e community-based, volto a promuovere l’autonomia e il protagonismo dei beneficiari.
Altri interventi finanziati con risorse comunali
Oltre ai progetti cofinanziati attraverso il programma PON METRO PLUS, il Comune di Milano attua una pluralità di interventi specifici a favore di cittadini con disagio psichico, finanziati esclusivamente con risorse del Bilancio Comunale.
Focus: La prima fase del progetto AccogliMI e il disagio adolescenziale
La prima fase del progetto AccogliMI, realizzata tra aprile 2022 e agosto 2024, ha evidenziato la crescente domanda di supporto psicologico da parte di adolescenti e giovani adulti. In questo periodo sono state:
- Ricevute 538 richieste di aiuto;
- Raggiunti 1.338 cittadini, tra ragazzi, genitori e figure educative;
- Promossi 256 gruppi di incontro e laboratori, con un totale di 12.034 contatti diretti.
Prevenzione e socialità: le Case di Quartiere come presidio contro la solitudine
Il Comune di Milano ha investito in modo strutturale nella valorizzazione e nella riorganizzazione di oltre 60 Case di Quartiere, luoghi di prossimità sociale e culturale diffusi in tutta la città. Questi spazi hanno un ruolo centrale nel contrastare la solitudine, che la letteratura scientifica identifica come uno dei fattori di rischio più forti per lo sviluppo di problemi di salute mentale, non solo nel presente, ma anche nel futuro delle nostre comunità (Holt-Lunstad, 2022). Nelle Case di Quartiere si sperimentano ogni giorno attività di socialità, ascolto, incontro tra generazioni e promozione del benessere, che contribuiscono a ridurre l’isolamento e a creare reti di sostegno reciproco.
Le criticità del fronte sanitario
Accanto agli interventi sociali e comunitari, il fronte sanitario della salute mentale in Italia e in Lombardia presenta criticità costanti che limitano la capacità di dare risposte tempestive e adeguate.
L’insieme delle azioni descritte evidenzia come il Comune di Milano abbia scelto di affrontare la salute mentale non come un comparto separato, ma come una responsabilità trasversale, capace di coinvolgere servizi sociali, istituzioni sanitarie, scuole, terzo settore e la comunità cittadina.
Questa strategia si fonda sulla consapevolezza che l’integrazione socio-sanitaria non è un principio astratto, ma una condizione necessaria per garantire percorsi efficaci di prevenzione, presa in carico,
autonomia e inclusione. La capacità di ricomporre e tenere insieme risposte diverse – dall’accoglienza nei momenti di crisi ai progetti di sensibilizzazione culturale, dalle azioni domiciliari ai percorsi di inserimento lavorativo – rappresenta uno degli elementi più qualificanti dell’impegno di Milano.
Accanto alla dimensione operativa, il Comune ha assunto un ruolo di orientamento strategico e di leadership, promuovendo il Manifesto Salute Mentale Bene in Comune come riferimento condiviso e coordinando, attraverso la Rete Città Sane – OMS, una riflessione nazionale sul diritto alla salute mentale come parte essenziale della cittadinanza.
In particolare, il ruolo di Milano come città capofila della Rete Città Sane – OMS ha permesso di rafforzare una leadership nazionale nella promozione della salute mentale come diritto di cittadinanza e di valorizzare l’esperienza dei Comuni come snodo decisivo per costruire politiche pubbliche innovative, capaci di tenere insieme prevenzione, cura, inclusione e sviluppo di comunità.
In un contesto in cui la salute mentale è spesso frammentata in competenze distinte e parziali, questa scelta di visione unitaria e di responsabilità collettiva costituisce un’esperienza di governo locale innovativa. Il percorso avviato a Milano dimostra come i Comuni possano esercitare un ruolo decisivo non solo nell’erogare servizi, ma anche nell’orientare le politiche pubbliche e sostenere una cultura diffusa del benessere mentale come diritto di tutti.
