R. ha quasi 40 anni ed è milanese d’adozione, perché ormai Milano è la sua città da tanti anni. Nell’estate del 2024, viene segnalato al coordinamento del progetto R3 – Insieme per la Recovery che è in capo a Consorzio SiR, direttamente dal carcere di San Vittore, dove ha scontato una pena breve. È uscito come “libero vigilato” e per lui è fondamentale non restare senza impegni e senza un supporto educativo: questo serve per evitare che possa ricadere in vecchie difficoltà.

R3 – Insieme per la Recovery prende in carico cittadini milanesi con fragilità psichiche e tramite il metodo di lavoro basato sul budget di salute costruisce con la persona e con il CPS di riferimento un percorso individualizzato atto a sostenere le fragilità e lavorare sull’empowerment. All’interno di questa cornice il progetto accoglie anche persone fragili afferenti dai percorsi penali.

Il signor R. non ha solo un disturbo psichiatrico, ma presenta anche una disabilità cognitiva che rende il suo percorso più complesso. Per questo motivo, il Centro Psico-Sociale è stato inizialmente titubante a prenderlo in carico. Tuttavia, le prescrizioni del magistrato sono chiare e impongono un accompagnamento strutturato.

La segnalazione al progetto R3 – Insieme per la Recovery perviene ad agosto con la richiesta di attivare il più rapidamente possibile un progetto individualizzato territoriale che possa monitorare il ragazzo fin da subito. Quindi, visto il periodo e la riduzione delle attività, il case manager di Casa della Carità per R3 attiva, grazie al ventaglio delle offerte di progetto, un educatore di Cascina Biblioteca che non si limita a stare vicino a R. in casa, ma lo sostiene nel suo vivere quotidiano, uscendo con lui sul territorio. Così si riscopre la sua grande passione per il cinema, la cultura e le mostre d’arte, e da qui cominciamo a costruire i primi piccoli progetti educativi.

Il progetto R3 – Insieme per la Recovery, oltre ad un’offerta variegata di servizi, segue come principio fondamentale quello di costruire e coltivare nuove reti extra progetto per collaborare in maniera sinergica al percorso individualizzato dei beneficiari. Così a settembre, iniziamo la collaborazione con una nota Fondazione milanese, che lo accoglie nel suo centro diurno dedicato a persone con disabilità cognitiva. Nonostante qualche difficoltà, R. riesce a mantenere la frequenza con costanza.

Con l’Associazione Aiutiamoli OdV partner di R3 viene coinvolto in uscite culturali sul territorio. All’inizio sembra funzionare, ma col tempo il signor R. tende a ritirarsi e a defilarsi.

Ben presto emergono nuovi bisogni: è importante lavorare di più sulla sua formazione e sull’autonomia. Con entusiasmo, R. partecipa al corso di editing e scrittura creativa promosso dalla Fondazione Bertini, della rete di R3. Gli piace molto il fatto che le lezioni si tengano in biblioteca, perché il suo sogno è proprio quello di lavorare come bibliotecario.

Per questo motivo, si decide di aprire anche il capitolo lavoro, azione molto richiesta in R3, segnalandolo a una tutor          del       progetto           appartenente    a                      Consorzio         SiR specializzata, che potrà aiutarlo a trovare un tirocinio in linea con le sue passioni, le sue capacità e le sue difficoltà. R3 – Insieme per la Recovery vuole dare spazi specifici anche ai familiari dei propri beneficiari, perché spesso la malattia mentale deteriora le famiglie che spesso non vengono sostenute. Quindi, mentre R. lavora su sé stesso, diamo spazio anche a sua madre, che, seppur con qualche difficoltà, partecipa ai gruppi di familiari organizzati dall’Associazione Aiutiamoli nella cornice di R3, trovando un piccolo sostegno.

Il percorso del signor R. è ancora in cammino, un work in progress ricco di speranze e sfide.

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