Milano 13 Ottobre – Proseguono i Talk organizzati in Triennale dal Comune di Milano per M4MH e ieri sera si è affrontato il tema dell’adolescenza e del ruolo dei genitori, nonché della prevenzione e della lotta allo stigma sui disturbi mentali. Grazie alla eccellente conduzione da parte di Raffaella Cesaroni – giornalista di SkyTG24 – sono state raccolte sia le testimonianze di chi forma gli adolescenti, con il toccante intervento di Annamaria Borando – dirigente scolastico ISS Galilei, di Via Luxemburg di Milano – sia il grido di allarme dei ragazzi stessi, che Sibilla Avesio – rappresentante d’Istituto del Liceo Scientifico Statale “A. Volta” di Milano – ha ben descritto durante il suo intervento.

Dopo la pandemia vi è stato infatti un forte incremento della prevalenza di disturbi mentali come ansia e depressione, entrambi legati ad altrettanti ambiti di intervento. Come ha sottolineato la Dott.ssa Antonella Costantino – Direttrice di UONPIA Fondazione Policlinico e Past President di SINPIA – “per avere una buona salute mentale occorre supportare in modo adeguato il neurosviluppo dei bambini e degli adolescenti sino dalla prima infanzia ed aver cercato di fare tutto il possibile per prevenire i disturbi del neurosviluppo, tra cui quelli psichiatrici in adolescenza, intervenendo tempestivamente quando si presentano i primi sintomi. I quali, nella maggior parte dei casi e soprattutto per quanto riguarda i disturbi psichiatrici in forma grave nell’adolescenza, hanno già manifestato delle avvisaglie durante l’infanzia, per questo occorre agire in modo tempestivo e mirato lavorando molto sulla prevenzione.” Un tema, quest’ultimo, che ci riporta ai dati espressi la sera prima (mercoledì 11 Ottobre) dal Prof. Claudio Mencacci – Co Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia il quale ha ricordato come “l’età di insorgenza (del disturbo mentale) prima dei 14 anni sia del 34.6%, prima dei 18 del 48,4%, e quella prima dei 25 del 62,5%, e ciò significa che un adolescente a cui è stato diagnosticato un disturbo mentale ha un rischio 6 volte superiore di ricevere una diagnosi di disturbo psichiatrico da giovane adulto. Così come, se un adolescente ha manifestato sintomi psichiatrici lievi, ha di fatto un rischio 3 volte superiore di ricevere una diagnosi quando diventerà adulto. Questo quadro ci aiuta a comprendere ed a avere la consapevolezza del ruolo svolto della diagnostica e del riconoscimento precoce”.

Affrontato il tema del singolo, il secondo ambito d’intervento sui disturbi mentale coinvolge l’intera collettività e i modelli che essa propone, troppo attenti alla performance, alla competizione e allo scontro, quando invece occorrerebbe valorizzare di più altri aspetti e costruire delle prospettive migliori per il futuro dei giovani adulti. “La comparsa dei disturbi psichiatrici in adolescenza – prosegue la Dott.ssa Costantino – è sì strettamente correlata a fattori neurobiologici, ma anche a quelli ambienti, i quali non si limitano alla famiglia, ma coinvolgono la scuola, la società e le prospettive di vita per il futuro. Quindi, per agire è fondamentale pensare che le famiglie e i contesti siano delle risorse e non dei problemi, ed inoltre che i genitori si sentono spesso già isolati di fronte a problemi per i quali cercano di fare tutto il possibile. Purtroppo i modelli sui quali la società d’oggi spinge sempre di più l’acceleratore sono la riuscita, intesa come successo, e l’individualismo, entrambi elementi tossici dal punto di vista della salute mentale.”

La strada da percorre è quindi quella della prevenzione,  della riorganizzazione delle strutture sanitarie – destinando loro adeguate risorse – e della lotta allo stigma. D’altronde, sottolinea sempre la Dott.ssa Costantinoè sì importante agire sul singolo e il suo disturbo, ma senza dimenticare che l’elemento chiave risiede nella ricostruzione, a livello generale, di quel senso di “noi” che crea una comunità, perché nessuno si salva da solo, neanche dal disturbo psichiatrico e del neurosviluppo.

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