La violenza di genere è un fenomeno assai complesso, con radici culturali e sociali
profonde e per questo è fondamentale un approccio integrato affinché il contrasto a questi
fenomeni possa essere efficace. Oltre agli interventi rivolti alle vittime e agli autori di reato,
risultano utili e necessari programmi di prevenzione che includano azioni di
sensibilizzazione e di cambiamento culturale. L’importanza di agire in modo preventivo è
determinata dalla possibilità di ridurre l’incidenza del fenomeno con tutto ciò che ne
consegue.
Aggressioni, molestie e violenze di genere, infatti, hanno un impatto significativo sulla
salute psicofisica delle vittime e rappresentano un costo economico-sociale elevatissimo,
sia diretto che indiretto, stimato da diversi studi in centinaia di milioni di euro. Le persone
vittime di violenza, oltre a sviluppare una serie di disturbi emotivi quali ansia, depressione
e stress post-traumatico, perdono la fiducia verso gli altri e la capacità di stabilire buone
relazioni con ripercussioni sui legami familiari e amicali. La violenza di genere indebolisce
il tessuto sociale anche in virtù della trasmissione transgenerazionale.
Dal punto di vista culturale, inoltre, gli stereotipi legati alle differenze di genere e
all’accettazione della violenza rappresentano quel substrato più difficile da scardinare,
benchè si stiano evidenziando cambiamenti nelle opinioni delle nuove generazioni (Dati
Istat). È importante aiutare le persone a farsi idee chiare e informate e sostenerle
nell’abbattimento di quelle difese che inevitabilmente si innalzano di fronte ad avvenimenti
che minano la sicurezza individuale e collettiva.
Tuttavia, aldilà delle notizie di cronaca, buona parte delle persone sono poco informate
sulle reali caratteristiche del fenomeno, sulle sue molteplici e diversificate conseguenze,
nonché sulle azioni che vengono messe in campo, a vari livelli istituzionali, per
contrastarlo, per fornire sostegno alle vittime e per intervenire sul recupero degli autori di
questi reati. È fondamentale, pertanto, informarle e sensibilizzarle al riguardo.
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L’evento in oggetto è stato progettato a questo scopo e con il coinvolgimento di
professionisti che possono delineare i vari punti di vista sul fenomeno: Questura di Milano
(l’andamento dei reati e il percorso del Codice Rosso); l’ISS (Ricerca epigenetica e gli
effetti a lungo termine della violenza); A.R.P.-ETS (l’impatto della violenza sulla salute
delle vittime e il trattamento psicologico); Università Cattolica del Sacro Cuore
(Descrizione del fenomeno e la Ricerca psicologica sulla violenza di genere); CIPM (il
lavoro con gli autori di reato).
L’evento mira alla massima adesione da parte della cittadinanza e per questo A.R.P.-ETS
utilizzerà tutti i canali che ha a disposizione per promuoverlo e diffonderlo. Inoltre, A.R.P.-
ETS – aldilà della capienza della sede fisica – intende prevedere la possibilità di far
partecipare le persone da remoto.
Interventi programmati:
· INTIMATE PARTNER VIOLENCE E PARENTING, Prof.ssa Sarah Miragoli,
CRIdee, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Professore Associato
· GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE DELLA VIOLENZA E LA RICERCA
EPIGENETICA, Dott.ssa Simona Gaudi, ISS, Ricercatrice Dipartimento
Ambiente e Salute
· ANDAMENTO DEI REATI DI AGGRESSIONI E VIOLENZE E STRUMENTI DI
PREVENZIONE: IL CODICE ROSSO, Dott. Salvatore Anania, Questura di
Milano, Primo Dirigente della Polizia di Stato, Dirigente della Divisione
Anticrimine
· IL LAVORO CON L’AUTORE DI REATO COME STRUMENTO DI
PREVENZIONE E CONTRASTO DELLA VIOLENZA DI GENERE, Dott.ssa
Laura Emiletti, CIPM (Centro Italiano per la Promozione della Mediazione)
· QUANDO LA VIOLENZA SEGNA LA VITA: EFFETTI E CONSEGUENZE
DELLA VIOLENZA DI GENERE, Dott. Maria Silvana Patti, ARP-ETS, Psicologa
e Psicoterapeuta
Organizzato da:
A.R.P. Associazione per la Ricerca in Psicologia clinica-ETS
Contatti:
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