Questo convegno nasce dal desiderio di aprire uno spazio di riflessione condivisa su come la violenza, in tutte le sue forme, rappresenti una profonda negazione dei diritti fondamentali e interroghi il ruolo della psicologia nella ricostruzione individuale e sociale. A partire dal riconoscimento del diritto alla salute mentale come fondamento irrinunciabile di cura, giustizia e dignitร , l’incontro mette in dialogo professionisti e professioniste della psicologia, del diritto, delle istituzioni e del terzo settore per analizzare i meccanismi di produzione della violenza, le conseguenze sul piano individuale e collettivo, e le risposte possibili in termini di presa in carico, tutela e trasformazione sociale. Nel corso della giornata saranno approfonditi contesti specifici in cui le fragilitร si intersecano con lโesposizione alla violenza: lโinfanzia e lโadolescenza, le situazioni di disabilitร , le relazioni educative e di cura, il ruolo delle istituzioni scolastiche, i sistemi familiari e le nuove forme di violenza online. Particolare attenzione sarร riservata alla condizione degli orfani di femminicidio, come esempio estremo di negazione dei legami e dei diritti fondamentali, e alla necessitร di una presa in carico competente, empatica e integrata da parte della rete territoriale. Il convegno si propone quindi non solo come occasione di analisi, ma come esercizio collettivo di responsabilitร : nel costruire sguardi piรน consapevoli, nel rafforzare le alleanze tra professioni e istituzioni, e nel riaffermare con forza il ruolo della psicologia come pratica dei diritti umani, strumento di riconoscimento, di cura e di giustizia sociale.
Organizzato da:
ReDiPsi- Reti di Psicologi con i Diritti Umani
Contatti:
Gabriella Scaduto, Presidente
@. scadutogabriella@gmail.com
T. +39 3284277023
