La salute mentale è un atto politico. Per Jung, il processo di individuazione è un cammino che richiede coraggio. Non solo interiore, ma anche sociale. Perché chi si conosce, si ascolta, si cura… diventa più difficile da manipolare. Chi integra la propria Ombra, riconosce i propri complessi, non ha bisogno di proiettarli sugli altri: né su una persona, né su un “nemico” politico, né su un’intera collettività. La trasformazione del singolo, diceva Jung, ha effetti profondi sull’inconscio collettivo. Non è un gesto privato. È un atto di resistenza. Di consapevolezza. Di responsabilità verso il mondo. Prendersi cura della propria psiche è un gesto rivoluzionario in una società che ci vuole performanti, adattati, separati da noi stessi. Curarsi non è un lusso. È un diritto. E una forma di libertà.

Relatore:
Dott.ssa Greta Melli

Organizzato da:

A.I.P.A. Associazione Italiana Psicologia Analitica

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