Il cibo è sulla bocca di tutti, non solo perché lo mangiamo ma anche perché se ne parla e se ne discute in ogni dove.
Il cibo deve essere buono da mangiare – cioè soddisfare il nostro essere fisiologico in termini di quantità (i nutrienti) e qualità (il piacere) – ma anche buono da pensare, cioè soddisfare il nostro essere culturale e sociale, la nostra identità. Al cibo come piacere e nutrimento si affiancano però aspetti contrastanti come assuefazione, rifiuto e sofferenza che danno origine ai disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia, in grande diffusione tra i giovani.
La mostra getta uno sguardo sul dualismo del cibo, visto da una parte come oggetto del desiderio e, dall’altra, come fattore di sofferenza.
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Emilio Senesi
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