Care amiche e amici, benvenuti alla seconda edizione di “Milano 4 Mental Health”: un momento di confronto su un tema, quello della salute mentale, troppo spesso trascurato o sottovalutato. Il disagio mentale cresce nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, tra i ragazzi. È una emergenza sociale che richiede una risposta integrata e coerente da parte di tutta la società.

Milano da tempo ha l’obiettivo di porre questi temi al centro del dibattito sociale e politico e il Comune ha avviato progetti specifici. Progetti che nascono dalla consapevolezza che la salute è un diritto e la salute mentale ne è una componente essenziale. Penso ad esempio a iniziative come AccogliMi un progetto dedicato ai nostri giovani e alle loro famiglie.

“Milano 4 Mental Health” è un momento importante del lavoro portato avanti in questi anni e sono tante le iniziative di sensibilizzazione in programma in questi giorni. Momento centrale di queste giornate è senza dubbio la presentazione del Manifesto di Milano.

Il Manifesto è un documento importante che nasce – secondo uno stile, lasciatemelo dire, molto “milanese” – dalla partecipazione di tante realtà diverse: dalle Istituzioni locali e centrali, al mondo dell’impresa, al terzo settore, al mondo della ricerca e della medicina. Approfitto anzi per ringraziare coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo documento: il tavolo Salute mentale di Milano a cui partecipano istituzioni e Terzo settore, l’Anci, gli ordini delle professioni sanitarie e il coordinatore del Tavolo tecnico ministeriale per la salute mentale, Alberto Siracusano.

Quello dell’attenzione ai problemi della salute mentale è del resto un tema su cui non possono esserci divisioni o distinguo. Un tema dove, più di ogni altro, deve prevalere l’interesse delle persone che soffrono o si trovano in situazioni di disagio e delle loro famiglie.

Lo spirito che ha ispirato la realizzazione del Manifesto e la stessa partecipazione di tanti rappresentanti di realtà diverse a “Milano 4 Mental Health” dimostrano che questa consapevolezza c’è, è diffusa, e sarà sicuramente un fattore importante per un vero cambio di passo nell’affrontare questi temi.

Concludo questo mio saluto augurando a tutti voi buon lavoro e chiedendo a tutti di lavorare insieme come si è fatto finora – anzi, ancora di più – per squarciare finalmente il velo di imbarazzo che troppo spesso copre e nasconde queste forme di disagio. Lavoriamo insieme per tradurre in pratica quotidiana i principi e i valori del Manifesto di Milano: principi di umanità, di solidarietà e di progresso civile, che renderanno migliore e più giusto il nostro Paese.

A tutti voi grazie e buon lavoro.

Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala

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